Piano Transizione 5.0: le Q&A di MCE Lab per aiutare le aziende a destreggiarsi tra rilevazioni, tempistiche e ambiti di applicazione


Il Piano Transizione 5.0 lanciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy rappresenta un’importante iniziativa per sostenere le aziende italiane nella loro trasformazione digitale ed energetica.

Per adesso però continua a essere stata erogata solo una minima quantità: dei 6,237 mld di euro, sono ancora disponibili risorse per oltre 5,7 mld.

In occasione dell’evento “Transizione 5.0: un’opportunità ancora tutta da cogliere”, organizzato da MCE – Mostra Convegno Expocomfort, PMI, realtà produttive e operatori hanno avuto modo di aggiornarsi, confrontarsi e condividere con gli esperti soluzioni sull’approccio da adottare con il Piano Transizione 5.0.

“Le imprese sono invitate a informarsi dettagliatamente sui requisiti e sulle modalità di accesso agli incentivi disponibili. – ha dichiarato Massimiliano Pierini, Managing Director di RX Italy, organizzatore di MCE – Mostra Convegno Expocomfort –. I quesiti posti riflettono le preoccupazioni delle aziende nell’affrontare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili e digitalizzati, ed evidenziano la necessità di chiarezza e supporto nelle fasi di implementazione del Piano Transizione 5.0.”

MCE – Mostra Convegno Expocomfort ha quindi raccolto la sfida posta dalle procedure di accesso e di erogazione delle ingenti risorse del Piano Transizione 5.0, selezionando i quesiti delle imprese su accesso agli incentivi, stringenti tempistiche, requisiti e procedure, e sviluppando agili risposte in collaborazione con gli esperti di settore, offrendo chiarimenti operativi.

Al quesito di questa settimana risponde Luca Moliterni, consulente di CNA Lombardia per le tematiche riguardanti la finanza agevolata, l’innovazione digitale, i Piani 4.0 / 5.0 e titolare della società di consulenza We&Tech.

Per la certificazione ex-ante, in assenza di misurazioni, è possibile realizzare la diagnosi energetica sulla base delle bollette e dei dati di targa dei macchinari valutati?

La Circolare Operativa 16 agosto 2024, n. 25877- Transizione 5.0 del MIMIT prevede che, in assenza di dati tracciabili, le imprese esistenti possano effettuare, ai fini del calcolo delle prestazioni energetiche nella situazione ante intervento, una stima dei consumi della struttura produttiva e/o del processo interessato. 

La stima dovrà basarsi su un’analisi dei carichi energetici che caratterizzano lo stato di fatto e si dovrà basare su dati tracciabili derivanti, ad esempio, da: 

  • schede/specifiche tecniche; 
  • modellizzazione anche attraverso l’ausilio di software; 
  • prove in situ; 
  • dati di letteratura (ad es. BREF, BAT, etc.); 
  • analisi di mercato; 
  • analisi dei volumi produttivi; 
  • analisi dei dati di produzione e/o prelievo dei vettori energetici impiegati anche al fine di definire la quota parte attribuibile alla porzione oggetto di intervento a servizio del processo interessato;
  • dati parziali derivanti da una misurazione diretta effettuata per un periodo inferiore ai 12 mesi nell’esercizio precedente la realizzazione del progetto da riparametrare su base annuale. 

È sempre necessario indicare la documentazione tecnica impiegata, oltre a fornire una descrizione delle ipotesi considerate ai fini della stima e le relazioni quantitative e qualitative sulla base delle quali sono state determinate le prestazioni energetiche.

Risulta pertanto necessario ponderare attentamente la tipologia e la qualità dei dati utilizzati, rapportandoli all’analisi che deve essere effettuata, ovvero se si tratta di interventi per i quali il focus è sulla struttura produttiva ovvero sul processo interessato dall’investimento. 

Pertanto, l’utilizzo dei dati derivanti da bollette e/o dati di targa è certamente fattibile ma potrebbe non essere sufficiente. Il tecnico incaricato delle attività di certificazione dovrà scegliere accuratamente le fonti di tali dati per individuare efficacemente e in maniera quanto più inequivocabile la situazione ex-ante, utile al calcolo del risparmio energetico conseguibile a livello di struttura, ovvero di processo, a seconda dei casi.



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