Adli, Sottil e i prestiti di Milan e Fiorentina: il punto


I piani dei club per due calciatori… a intermittenza

Francesco Albanesi

Dura la vita del giocatore in prestito. Non sai mai cosa il futuro potrà garantirti. Magari giochi, fai bene, poi un piccolo infortunio ti ferma e l’arrivo di qualche concorrente ti fa rimanere fuori dal ponte levatoio. Oppure arrivi già conscio del fatto di doverti conquistare un posto con giocatori più forti davanti a te, lotti, giochi col contagocce e l’allenatore non ti dà grande fiducia. Le ipotesi sono variegate. Yacine Adli e Riccardo Sottil sabato si incontreranno di nuovo, stavolta a San Siro: da compagni nella Fiorentina per i primi cinque mesi di stagione, ad avversari per 90 minuti. Entrambi sfideranno il proprio passato, per il futuro se ne riparlerà tra un paio di mesi. Anche se, al momento, l’opzione più accreditata è che i due ripercorrano a giugno l’A1 in due sensi di marcia differenti.

yacine

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Sabato il francese ritrova il Milan, squadra a cui aveva segnato all’andata il suo primo gol con la Viola nella prima da titolare nel centrocampo di Palladino. Una serata suggellata con una vittoria che diede il via a una striscia di altri sette successi consecutivi in Serie A per la Fiorentina, utili per avvicinarsi alle zone nobili di classifica. È proprio in quel momento che Adli diventa imprescindibile in mediana per Palladino: dallo scorso ottobre a inizio febbraio ha giocato 13 partite su 15 da titolare, segnando, oltre ai rossoneri, a Como e Lazio, regalando anche assist contro Roma e Juventus. Dal Milan era arrivato in prestito oneroso a 1,5 milioni più 10 per il riscatto eventuale a fine anno, che sembrava una formalità in quel momento visto l’ottimo rendimento. Ma febbraio per Adli coincide con l’inizio della fine: un infortunio alla caviglia lo tiene fermo per tutto il mese e l’arrivo, con conseguente exploit, di Fagioli sul gong del mercato invernale ridimensiona le gerarchie a centrocampo. Palladino passa al 3-5-2, affidando la zona nevralgica a Cataldi, Mandragora e lo stesso Fagioli, trittico che diventa intoccabile. Il risultato da quando il francese è rientrato dall’infortunio è stato: panchina a Napoli, un minuto finale da subentrato con la Juve, panchina contro l’Atalanta. Tre gare cruciali in cui non è pervenuto. Al momento la Fiorentina non è più così convinta di sborsare 10 milioni per riscattarlo a fine anno.

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Il bilancio di Sottil col Milan lo si può spiegare coi numeri: cinque partite, tra campionato e Coppa Italia, per un totale di 103 minuti giocati. Sempre una seconda scelta, come inevitabile che fosse, e un solo gettone da titolare contro il Verona: esperienza durata solo un tempo. Conceiçao l’ha schierato esterno destro, sinistro e persino terzino destro da subentrato nella vittoria clamorosa di Lecce. Per il resto, sgoccioli. Quasi sempre gli ultimi 15-20 minuti di partita. Gol o assist non pervenuti. Inevitabile pensare che la scintilla col tecnico portoghese non sia scattata, al di là di una folta concorrenza. Sottil è arrivato al Milan al fotofinish dell’ultimo giorno di mercato invernale, con la formula del prestito oneroso a 1 milione con diritto di riscatto fissato a 10. Cifra che – a questo punto della stagione e vedendo il rendimento -, i rossoneri difficilmente sborseranno. Insomma, Firenze per Sottil è stato tutt’altro: 15 volte titolare su 25 uscite stagionali nella prima parte di stagione, 5 gol, 3 assist e un affetto incondizionato di un pubblico che l’ha visto crescere sin da bambino. Papà Andrea, in un’intervista alla Gazzetta, l’aveva detto: “Ha tutto per conquistare il Milan, ma deve fare uno switch mentale”. Ecco, probabilmente quello switch non si è ancora visto, anche nei pochi minuti disputati. Probabilmente la solita ridondante regola del peso di vestire la maglia del Milan ha attanagliato anche il figlio d’arte. Che, a meno di clamorosi scossoni nell’ultimo mese e mezzo, farà il viaggio inverso di Adli. D’altronde la vita del giocatore prestato è questa: presente assicurato, futuro tutto da decifrare.

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Sono 13 i giocatori che il Milan ha girato in prestito. Sul piatto, a fine stagione, ci sono 87,5 milioni, la somma dei riscatti. Soldi non assicurati, ma che a giugno potrebbero rappresentare, anche in parte ridotta, un bel tesoretto per la società. Consapevole che ormai l’obiettivo Champions League è, salvo sorprese, sfumato (-9 dal quarto posto). Adli nel centrocampo del Milan ha dimostrato di poterci stare, anche se di base è stato penalizzato da un rendimento a fasi alterne. Sottil, invece, è difficile che rimanga a Milano. L’unico giocatore che riscatterà il Milan sarà Kyle Walker (5 milioni). Riccardo, così come Joao Felix, farà le valigie dopo appena quattro mesi.





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