Sostenibilità, Carlo Pesenti: «La sfida delle imprese è mantenere la rotta»


di
Nicola Saldutti

Al via il progetto Odissea Terra, realizzato da Fondazione Pesenti e Fondazione Corriere della Sera

Sono tempi di riflusso per la sostenibilità, tempi nei quali si distinguerà chiaramente chi lo ha fatto per riverniciare un po’ i bilanci e chi pensa davvero che ridurre la CO2 sia un passaggio necessario. «Abbiamo scelto questa strada alla fine degli anni Novanta, per definire la strategia, i processi. E questa strada ha creato un valore straordinario. Possiamo considerarlo un fattore di successo. A cominciare, ad esempio, dalla più efficace gestione dei rischi, non solo quello climatico e aziendale, ma anche quello sociale. L’attenzione alla sostenibilità consente di mitigare questi rischi e diventa un’opportunità industriale», spiega Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italmobiliare e presidente della Fondazione Pesenti. Il gruppo investe dal caffè ai profumi. «Coinvolgiamo tutte le società su quattro leve fondamentali, governance e catena del valore, strategia climatica, salute e sicurezza e sviluppo del capitale umano, contribuendo attivamente al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Onu per l’agenda 2030. E il management è misurato anche in base al raggiungimento di questi obiettivi di sviluppo sostenibile».

È dunque una questione industriale, non solo di principio. «Ma, poiché a livello globale sempre più voci mettono in discussione gli obiettivi di sviluppo sostenibile, abbiamo deciso di far partire il progetto Odissea Terra», aggiunge. Un percorso che verrà realizzato da Fondazione Pesenti con la Fondazione Corriere della Sera su più piani, si comincia il primo aprile con un incontro con lo scrittore Alessandro D’Avenia, la scienziata Ilaria Capua, l’astronauta Luca Parmitano e il professore della Bocconi Stefano Pogutz. La scelta del titolo non è casuale «Naufragio nell’indifferenza: la sostenibilità è ancora affare di tutti?».




















































 È il metodo a essere innovativo. Il progetto è stato costruito con i giovani, come Giovanni, 26 anni e Greta, 24: «Abbiamo provato a pensare che cosa può fare ciascuno di noi per raddrizzare la rotta», spiegano. E non lasciarsi attrarre dal canto delle Sirene che tentarono Ulisse. «Per la sostenibilità — sottolinea Pesenti — uno dei punti centrali è rendere oggettive le affermazioni, attraverso i numeri, la misura. Non è solo un’opinione politica, non è tutta un’opinione. Dobbiamo proseguire sul percorso di sviluppo sostenibile intrapreso, che è corretto anche se perfettibile. «La nuova direttiva Ue Csrd, ad esempio, è troppo granulare, si poteva iniziare con una minore profondità per facilitare l’adozione del modello da parte delle imprese». 

A proposito, ma l’Europa conta solo per il 9% sul riscaldamento globale? «Vero, ma con questo criterio ogni iniziativa sembra troppo piccola per avere un impatto e non si parte mai. Italmobiliare agisce concretamente, escludiamo investimenti non in linea con la nostra politica di investimento responsabile (screening negativo) e definiamo per ciascuna azienda un programma di creazione di valore e sviluppo sostenibile, da raggiungere attraverso un piano d’azione dettagliato».

«C’è anche un lato emotivo di questa transizione». Giovanni e Greta: «Il progetto Odissea terra prevede anche una serie di podcast e contenuti digitali sulle piattaforme social. La prossima tappa è già prevista in concomitanza con la mostra De Bello presso gres art 671 a Bergamo. Una mostra nella quale si parlerà della tragedia delle guerre».

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29 marzo 2025



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