“A tre anni dall’avvio del Pnrr e a 15 mesi dalla scadenza, lo scenario dello stato di attuazione della Missione 4 e in particolare del “Piano asili nido e scuole dell’infanzia” è allarmante: si registrano ritardi nell’esecuzione dei lavori di un terzo dei progetti e finora è stato speso solo il 17% dei fondi”. È quanto denunciano Daniela Barbaresi e Christian Ferrari, segretari confederali della Cgil, presentando il report “Pnrr M4, Missione infanzia: lo stato di attuazione” a cura dell’Area Stato Sociale e Diritti del sindacato di corso d’Italia, stilato elaborando i dati della piattaforma di monitoraggio ReGiS predisposta dal Mef.
Dall’analisi della Confederazione emerge che a dicembre 2024, risultano finanziati 2.265 progetti per 3,6 miliardi di euro complessivi. Va precisato che ci troviamo già di fronte a un obiettivo depotenziato: inizialmente erano infatti previsti 4,6 miliardi di risorse Pnrr oggi ridotte a 3,2 miliardi. Per il resto si tratta di altri fondi statali, regionali e comunali. Riguardo ai progetti validati e monitorati, risultano effettuati pagamenti per 767 milioni di euro, pari a solo un quinto dei finanziamenti (21,2% dei fondi disponibili).
Appena il 3,7% delle opere risulta completato e collaudato, mentre 868 progetti presentano ritardi. Per quanto riguarda la fase esecutiva delle opere, risultano in corso i lavori per 1.602 strutture (pari al 57,2% delle opere previste), ma ci sono ritardi evidenti e diffusi nell’esecuzione dei lavori che riguardano un terzo dei progetti. In particolare, ci sono ritardi nell’avvio dei lavori di esecuzione di 385 strutture (13,8%), a cui si aggiungono altre 629 opere con ritardi nella fine dei lavori (22,5%). Completati i lavori dei cantieri soltanto per 175 asili nido e/o scuole infanzia (6,3%).
Sempre nel report si evidenzia che il recente Decreto del Ministero dell’Istruzione e il relativo Avviso Pubblico non appaiono decisivi per migliorare la situazione: si tratta di uno stanziamento di euro 820 mila derivanti da diversa allocazione di risorse già stanziate: ne sono destinatari 1.822 Comuni e 14 città metropolitane. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro il 3 aprile e entro il 31 agosto dovranno essere aggiudicati i lavori.
“In questo scenario – commentano Barbaresi e Ferrari – risulta davvero difficile ipotizzare il rispetto della scadenza di giugno 2026 per tutti i lavori previsti. Ancor più preoccupante appare il dato se pensiamo che i maggiori ritardi si evidenziano nelle regioni che più son lontane dall’obiettivo del 33% dei posti da garantire entro il 2027. Uno scenario assolutamente da scongiurare così come da scongiurare è un’ulteriore rimodulazione che si traduca in tagli a questi obiettivi”.
Inoltre, nello studio si sottolinea che resta il nodo della messa a regime: la realizzazione di nuove strutture non è infatti sufficiente, servono le risorse correnti per garantirne il funzionamento e assunzioni per assicurare il personale necessario. Per raggiungere gli obiettivi prefissati servirebbero 200 mila assunzioni entro il 2030.
Preoccupano poi i divari territoriali ancora marcatissimi in virtù dei quali alcune regioni appaiono lontanissime dall’obiettivo del 33% di posti da garantire entro il 2027 e di quello ancor più ambizioso del 45% da raggiungere entro il 2030: il Piano Strutturale di Bilancio ha tentato di aggirare l’ostacolo, trasformando artificiosamente l’obiettivo del 33% in un obiettivo nazionale e mantenendo quello del 15 su base regionale: un modo per fotografare la situazione esistente e quindi le disuguaglianze che penalizzano soprattutto le Regioni meridionali e le aree già svantaggiate, di fronte al quale esprimiamo contrarietà e indignazione”.
“É intollerabile – concludono Barbaresi e Ferrari – che la riduzione dei numeri originariamente previsti e – adesso – il miraggio di completare le opere nelle scadenze previste, rischi di consumarsi ancora una volta sul diritto delle bambine e dei bambini del nostro Paese a un percorso gratuito e educativo gratuito e di qualità fin dai primissimi mesi di vita. La Cgil continuerà a concentrare tutta la sua attenzione perché questa fondamentale occasione non vada nuovamente sprecata”.
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