Boa Forum, il modello cinese analizzato dagli analisti internazionali



Enrico Giovannini, economista, ex ministro italiano delle infrastrutture


Si è concluso oggi il Boao Forum for Asia Annual Conference 2025, nella provincia di Hainan, dopo quattro giorni di dibattito sul tema dell’edizione di quest’anno, “Creare il futuro dell’Asia insieme nel mondo che cambia”, con focus  sullo sviluppo, il dialogo e la cooperazione internazionali. 

Nel corso del forum, Enrico Giovannini, ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, ha evidenziato che il mondo si trova ad affrontare il dilemma di crescenti tensioni geopolitiche e di indebolimento del ruolo delle istituzioni multilaterali, manifestando l’urgente necessità di ricostruire percorsi di cooperazione. «Europa e Cina condividono un obiettivo comune: diventare autonome sul piano energetico. La Cina è molto avanti in questo campo, sta effettuando investimenti straordinari e possiede una capacità tecnologica molto avanzata. Ed è proprio qui che, a mio parere, Europa e Cina possono stringere accordi vantaggiosi».

«Lo scorso anno, la capacità installata di energia rinnovabile aggiunta in Cina equivaleva alla quantità totale implementata dalle altre regioni del mondo, e lo sviluppo verde della Cina ha conseguito risultati significativi. Ora il mondo deve orientarsi verso la sostenibilità, e la Cina ha fornito una soluzione efficiente ed economicamente vantaggiosa», ha confermato Denis Depoux, co-presidente del Roland Berger Global Management Committee, ha confermato: “.

Al Forum di quest’anno, l’intelligenza artificiale e lo sviluppo innovativo hanno rappresentato i principali temi di discussione dal momento che la tecnologia dell’ intelligenza artificiale a livello globale attraversa una fase di sviluppo esponenziale. Come valorizzare questa forza motrice, rafforzare l’applicazione e la governance dell’intelligenza artificiale e promuovere lo sviluppo innovativo costituisce una questione cruciale da affrontare nel prossimo futuro.

 «La Cina è attualmente in una fase di transizione dai modelli di crescita tradizionali a nuovi paradigmi, proprio come testimonia la recente ascesa dei ‘Sei piccoli draghi del tech di Hangzhou’, un fenomeno non casuale che deve essere riconosciuto come una nuova tendenza di sviluppo», ha dichiarato l’ex sottosegretario del Ministero italiano dello Sviluppo Economico, Michele Geraci. Geraci ha confessato di utilizzare DeepSeek e di valutare ulteriori applicazioni, apprezzandone la natura quasi gratuita e open source, oltre alla possibilità di addestrarlo con dataset propri. «Questo è paragonabile alla rivoluzione di Internet di 25 anni fa, che ha inaugurato nuovi ambiti di sviluppo».

«Esistono due modalità per gestire i rapporti tra gli Stati», ha continuato Michele Geraci durante il Forum. «Il paradigma occidentale, proposto dagli Stati Uniti, si basa sul concetto di gioco a somma zero, dove il successo di uno comporta necessariamente la perdita dell’altro. Io, invece, sostengo il modello win-win, ovvero la cooperazione basata sul reciproco beneficio. È come ballare il tango: entrambi i partner devono essere ottimi ballerini. Se uno cade, l’altro cade con lui. In altre parole, bisogna aiutarsi a vicenda, non contenere la crescita e lo sviluppo del proprio partner. Io preferisco il modello win-win».

Negli ultimi anni, la capacità d’innovazione della Cina è cresciuta costantemente, mentre l’integrazione tra innovazione scientifica, tecnologica e industriale si è progressivamente consolidata. L’intelligenza artificiale cinese ha registrato uno sviluppo rapido, offrendo alle imprese a capitale estero una duplice opportunità legata sia all’ampio mercato interno sia all’accesso a tecnologie avanzate.

Numerose multinazionali ritengono che l’integrazione del sistema innovativo cinese nelle loro strategie globali possa rafforzare significativamente la loro competitività internazionale. Una scelta comune a molte aziende globali è stata quella di stabilire centri di ricerca e sviluppo in territorio cinese.

È quanto è emerso al Forum sullo Sviluppo della Cina, che si è svolto il 23 e 24 marzo a Pechino, primo grande evento internazionale incentrato sull’economia dopo le Due sessioni dell’Assemblea Nazionale del Popolo e della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese di quest’anno. Il tema dell’edizione è stato Liberare completamente lo slancio dello sviluppo e promuovere congiuntamente una crescita economica globale stabile.

 All’evento hanno partecipato 86 rappresentanti ufficiali di multinazionali provenienti da 21 paesi, tra cui 27 aziende statunitensi e 28 europee. Le imprese presenti hanno rappresentato un ampio spettro di settori, includendo realtà leader in ambiti quali finanza e assicurazioni, farmaceutica e salute, energia e risorse minerarie, nonché beni di consumo alimentare.

 «In Cina, l’AI ci ha fornito numerosi scenari applicativi nel contesto produttivo, e il nostro stabilimento di Shenyang ha già implementato oltre 200 diverse applicazioni di intelligenza artificiale», ha dichiarato Oliver Zipse, presidente di BMW Group durante il forum. «Si può affermare che la Cina rappresenta un ambiente ideale per promuovere l’innovazione tecnologica e applicare rapidamente i risultati innovativi ai prodotti».

 «Recentemente abbiamo osservato ancora una volta la straordinaria capacità innovativa delle imprese cinesi», ha commentato Ola Källenius, presidente del consiglio di amministrazione di Mercedes Benz Group. «Per conseguire gli obiettivi di crescita a lungo termine, dobbiamo accelerare il ritmo dell’innovazione, migliorare la flessibilità degli approvvigionamenti e della catena di fornitura, abbracciando così le opportunità offerte dalla ‘velocità cinese’».

 «La Cina occupa una posizione di leadership nella tecnologia robotica, e auspichiamo di realizzare laboratori automatizzati governati dall’intelligenza artificiale, in grado di eseguire esperimenti in modo autonomo senza intervento umano», ha riconosciuto David A. Ricks, presidente e ceo di Eli Lilly. (riproduzione riservata)

 

 



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